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Il Mar Mediterraneo |
Geografia:
Circa cinque milioni di anni fa, il Mar Mediterraneo era una vallata profonda e secca che divideva tre continenti: Europa, Africa e Asia, fino a quando un cataclisma fece una breccia nel muro di contenimento dell'oceano Atlantico ad ovest, verso l'odierna Gibilterra. In un processo durato molti, molti anni, una gigantesca cascata di acqua ha incominciato ad inondare l'intero bacino mediterraneo, facendo nascere un nuovo mare.
Analizzando più attentamente la configurazione di questo nuovo mare troviamo che è formato piuttosto da un insieme di mari: il mar Alboran, Golfo di Lione, il Tirreno, lo Ionio, il mar Egeo, l'Adriatico, ognuno con caratteristiche proprie. Nell'insieme il Mediterraneo è un mare profondo: dai 3000 ai 4000 metri. Questa profondità permette ad alcune specie di balene di viverci, come anche il pesce spada, il tonno e il delfino, quest'ultimo spesso incontrato dalle moderne barche da diporto durante le crociere.
Il Mediterraneo è un mare piuttosto chiuso. Vi è un piccolo scambio delle acque con l'Atlantico sullo stretto di Gibilterra e con il mar Nero sullo stretto del Bosforo ad Istanbul. All'estremo est, il canale di Suez, sebbene navigabile, è soltanto una comunicazione artificiale con il mar Rosso. Le coste africane ed asiatiche sono aride e piatte, mentre le coste europee, anche se non soggette a piogge pesanti, sono verdi e montagnose, con un clima più temperato.
Il continente africano da sempre si spinge lentamente verso il continente europeo e questo ha causato l'innalzamento delle Alpi. La conseguente frattura nella crosta terrestre ha formato i vulcani: Etna, Stromboli e Vesuvio in Italia e Santorino in Grecia. Questo movimento verso il continente europeo è anche la causa della attività sismica in questa area.
In generale, il clima è tiepido e temperato: per l'appunto definito "mediterraneo". Il clima è influenzato dall'aria calda e secca proveniente dal Sahara durante l'estate creando temperature ideali per le vacanze, e dall'aria più umida e fredda dall'Atlantico durante l'inverno. In effetti, questo clima si è dimostrato assai favorevole allo sviluppo della civiltà umana
L'arrivo dell'uomo:
L'uomo è arrivato piuttosto tardi sulla scena del Mediterraneo. Vi sono tracce dell'uomo di Neanderthal nelle caverne del Circeo a sud di Roma, nella costa ligure, a Gibilterra, in Francia ed in alcune altre aree. L'arrivo del nostro più diretto antenato, "Homo Sapiens", si può datare intorno a 100.000 anni fa. Vista la sua attitudine alla guerra, si può legittimamente ipotizzare che l'Homo Sapiens Sapiens ha avuto un ruolo nel processo di estinzione dell'uomo di Neanderthal circa 30.000 anni fa.
Ogni ricorrente era glaciale ha prodotto drastici abbassamenti nei livelli del mare, mentre la stessa quantità d'acqua veniva depositata, sotto forma di alti strati di ghiaccio, nelle regioni polari. Questo ha permesso all'uomo primitivo di spostarsi e di popolare molte terre, comprese quelle che in seguito sarebbero diventate isole, una volta che il clima si fosse riscaldato, innalzando di nuovo i mari. E' in questo modo che la Sardegna è stata popolata. Tribù erranti provenienti dalla attuale Toscana attraversarono l'Elba e la Corsica e arrivarono fino in Sardegna, circa 40.000 anni fa.
Con l'innalzamento del mare queste prime tribù sarde rimasero isolate per un lungo periodo, fino a quando visitatori, in barca, non vi approdarono molto più tardi. Oggi, il popolo sardo rimane unico rispetto alle altre popolazioni europee ed è un esempio relativamente "puro" delle tribù indo-europee che erravano l'Europa 40.000 anni fa. Un esempio simile è la popolazione basca che rimase isolata nelle montagne dei Pirenei tra la Spagna e la Francia.
L'uomo primitivo non si è fermato per molto davanti alle distese d'acqua limitate. La curiosità innata e la sete per l'avventura lo spinsero a costruire zattere primitive e barchette costruite con canne con cui hanno remato o si sono lasciati trasportare attraverso le acque, raggiungendo isole come Cipro e Malta 5000 anni fa, formando le basi delle popolazioni odierne. L'uomo ha lentamente popolato tutto il bacino mediterraneo. E in questo speciale e favorevole ambiente ha prosperato.
Oggi, il Mediterraneo rappresenta il crocevia della civiltà occidentale formato da molte e diverse culture. Città romane si trovano in tutto il Mediterraneo, città greche in Sicilia, la cultura araba pervade la Spagna, l'Islam è presente in Jugoslavia.
Per il turista-navigatore ciò rappresenta un miscuglio intrigante ed affascinante.
Agricultura:
Quando i mammut ancora vagavano per le dense foreste, l'Europa era popolata da qualche tribù nomade che viveva di caccia e raccoglieva frutta, bacche e grani di cereali. In seguito queste tribù iniziarono a pascolare il bestiame che era riuscito ad addomesticare e scoprirono la possibilità di coltivare i semi dei preziosi cereali circa 9000 anni fa. E' probabile che questo ebbe inizio nell'area curda della Turchia attuale. Abitarono le coste alte del Mediterraneo, più adatte ai loro bisogni. Queste zone davano una produzione più efficiente e abbondante di cibo, che permise all'uomo di prosperare e di crescere numericamente.
Presto però era necessario scendere nei terreni più fertili dove si trovavano campi più grandi per coltivare i preziosi cereali, sempre più vitali per sfamare le crescenti popolazioni insediate in colonie, che in seguito sarebbero diventate villaggi e poi città.
Coloro che decisero di rimanere nelle terre più in alto hanno dovuto combattere continuamente contro la natura per poter sopravvivere. Nei secoli hanno faticosamente costruito i campi terrazzati su ripidi pendii delle colline, che oggi formano una veduta molto pittoresca del paesaggio mediterraneo. Fu anche un piano strategico rimanere nelle pendenze più inaccessibili: in tal modo era più facile fuggire ai frequenti saccheggiatori che infestavano le coste del Mediterraneo. Oggi possiamo ancora ammirare le splendide cittadine sulle sommità delle colline circondate da alte mura e torri difensive, sorte proprio per sfuggire ai predatori.
Invece, le coste orientali e del Nord Africa erano aride, mentre le terre fertili si trovavano nel bacino dei fiumi Tigri ed Eufrate, in Mesopotamia ("tra i fiumi"), in Persia e lungo il delta del Nilo in Egitto. Queste aree hanno avuto un maggior sviluppo dopo l'avvento dell'agricoltura e sono questi i luoghi che hanno visto la vera nascita dell'uomo moderno.
Sono numerosi i popoli che prosperarono intorno al Mediterraneo laddove vi erano provviste di acqua pura e terre fertili e dove le conformazioni collinose garantivano una certa sicurezza contro gli attacchi esterni. In condizioni favorevoli, gli insediamenti si svilupparono in civiltà. Queste civiltà crebbero ed estesero la loro influenza e il loro potere a seconda delle ambizioni del loro capo, arrivando alla creazione di veri imperi. Alcune civiltà sviluppatesi lungo le coste del Mediterraneo, durarono qualche generazione, altre, come nel caso degli Egizi, 3000 anni.
Ad ogni modo, l'influenza di queste civiltà è sempre presente, perché noi siamo ciò che eravamo. Le mescolanze delle razze attraverso le migrazioni, le dominazioni, gli stupri e le seduzioni, fa sì che da queste popolazioni ognuno di noi conservi una parte dei loro geni, dei loro pensieri, della loro arte e delle loro religioni. Conoscerli e capirli, è conoscere e capire meglio noi stessi
Gli Egizi:
L'allagamento, due volte all'anno, del vasto delta del Nilo, era per gli Egizi, un regalo divino. Portava acqua preziosa, concime per i campi e quindi abbondanti raccolti. Il cibo costante permise al popolo egizio di prosperare e la loro civiltà, in costante crescita, diventò una delle civiltà che durò più a lungo in tutto il Mediterraneo. La loro fiorente civiltà, sviluppatasi 5000 anni fa, durò ben 3000 anni.
Svilupparono una forma di scrittura illustrativa chiamato geroglifico. Adoravano molti dei, i quali davano loro la certezza di una vita ultraterrena. Infatti, le piramidi vennero costruite per proteggere i corpi mummificati e per preservare gli utensili necessari per la loro vita nell'aldilà.
I venti costanti che soffiavano verso l'interno favorirono l'estendersi della loro influenza lungo tutto il Nilo, piuttosto che verso il Mediterraneo o lungo le sue aride coste. Sicuramente avranno anche capito che le loro barche da fiume con fondo piatto, non erano indicate per la navigazione in mare.
Il popolo della Mesopotamia
Le città-stato sviluppatesi in civiltà in Mesopotamia, sono state quelle dei Sumeri (la loro capitale era UR), dei Babilonesi (capitale, Babilonia) e degli Assiri (capitale, Nineve). Hanno inventato una forma cuneiforme di scrittura su tavole di argilla. Queste civiltà prosperarono dal 3000 A.C. fino a 550 A.C. Erano appassionati dell'astronomia e gli odierni nomi dei giorni della settimana derivano proprio dai loro studi. I giardini pensili a Babilonia erano una delle sette meraviglie del mondo antico.
Successivamente, i vicini Persiani dell'Iran centrale odierna, dalla loro capitale, Persepolis, incominciarono ad espandere la loro influenza su tutta l'area. I Persiani hanno iniziato a commerciare le loro merci e il loro abbondante cibo, sia a valle lungo il fiume verso l'oceano Indiano, sia attraverso il deserto fino alle rive del Mediterraneo, dove incontrarono i Fenici. Il loro impero comprendeva tutta la Mesopotamia, la Siria, l'Egitto e parte dell'Asia Minore. Attaccarono anche la Grecia senza successo e trovarono, in fine, la sconfitta con Alessandro il Grande nel 331 A.C.
I Palestinesi
La Palestina, situata sulla costa orientale del Mediterraneo, era una terra abitata da pastori, gli ebrei, che predicavano un solo Dio, mentre fino a quel momento i popoli adoravano molteplici figure divine. Questa piccola area avrebbe dato origine a tre religioni diverse: l'ebraica, la cristiana e l'islamica, che in seguito avrebbero raggiunto i complessivi 3 miliardi di fedeli in tutto il mondo. La città di Gerusalemme sarebbe stata contesa da ognuna di queste religioni come capitale propria. Questa contesa è ancora la causa dei conflitto ai giorni nostri.
I Fenici:
L'attitudine al commercio dei Persiani è stata tramandata ai Fenici, che abitarono la costa libanese del Mediterraneo nelle città antiche di Biblos, Sidon e di Tiro. Mentre gli Egizi commerciarono fra di loro principalmente lungo il Nilo, i Fenici, che disponevano solo di una striscia stretta di terra fertile lungo la costa per sostenersi, non potevano che guardare verso il mare per sperare in uno sviluppo. E' da qui che l'uomo ha iniziato a navigare verso ovest, conquistando altri territori.
I Fenici erano ben forniti di foreste di magnifici cedri ed utilizzando questo legno, costruirono barche abbastanza potenti per affrontare il mar Mediterraneo. Con queste barche viaggiarono verso ovest colonizzando nuove terre. Le loro barche erano dotate sia di vele, sia di uomini che remavano e man mano diventarono sempre più grandi.
Vi erano tre rotte per navigare verso ovest:
1. A nord costeggiando la Turchia, la Grecia, Corfu, il tacco dell'Italia, lo stretto di Messina, la costa italiana fino all'Elba, poi l'attraversata per raggiungere la Corsica ed infine la Sardegna.
2. La rotta verso sud seguiva la costa del nord Africa, sempre rimanendo a vista della terraferma, dove di notte si fermavano. Molti dei porti odierni distavano, per i Fenici, un giorno di navigazione dal successivo.
3. La terza rotta, verso ovest, venne usata in seguito da marinai più esperti e con strumenti più sofisticati. Questa rotta prevedeva una navigazione in alto mare verso ovest senza terra a vista. Da Tiro navigarono fino a Cipro, poi verso Creta e Malta, arrivando a Cartagine. Navigarono di notte orientandosi con le stelle.
I Fenici erano dei mercanti pacifici. Erano interessati ad incrementare i loro commerci e di fondare nuove colonie nel "Far West" di allora: in Cipro, a Rodi e nelle isole dell'Egeo. Spingendosi ancora più lontano fondarono Tharros e Nora in Sardegna; Tashish, una grande colonia commerciale sulla costa della Spagna, e la città che sarebbe divenuta la capitale di tutte le colonie, Cartagine, nell'odierna Tunisia, che si trovava esattamente al centro del Mediterraneo. (Le rovine di queste città puniche, così straordinariamente ben preservate, sono assolutamente da visitare.)
A proposito, i Fenici sono gli inventori della scrittura moderna. Adoperarono un alfabeto di 22 lettere, utilizzate ancora oggi. La scrittura si è dimostrata rivoluzionaria per l'epoca. Ha permesso la comunicazione, e di conseguenza il commercio, tra le colonie distanti.
I Greci:
Durante questo stesso periodo, alcune tribù erranti si stabilirono in Grecia. Gli Eoli si fermarono nel nord, gli Ioni, che erano dei bravi navigatori, ad Atene ed i Dori nel Peloponneso e a Sparta.
Erano dei popoli litigiosi, sempre in guerra tra di loro. Erano insoddisfatti e irrequieti e di conseguenza sempre desiderosi di cambiamento e di miglioramenti. Forse sono state proprio queste caratteristiche a portarli ad uno sviluppo nelle arti, nella fisica ed in campo culturale.
I Greci hanno realizzato grandi imprese: in guerra, nelle colonizzazioni, nello sport, nella democrazia (vedi Pericle), nell'architettura, nella scultura (Fidia, Polykleitos, Lisippo, Prassile), nella mitologia, nell'astronomia, in geografia (Tolomeo), nel teatro (Sofocle, Eschilo) nella filosofia (Socrate, Platone, Aristotele, Parmenide) e nella matematica (Euclide, Archimede, Pitagora). Queste imprese sono largamente riconosciute e le loro opere sono alla base del pensiero occidentale.
I Greci odiavano i Persiani ed esultavano ad ogni confronto fisico. Vi sono infinite storie di guerre e battaglie fra questi due popoli. I Greci colonizzarono la Sicilia ed il sud dell'Italia. Hanno costruito magnifici templi a Paestum e ad Agrigento (anche questi due siti archeologici meritano di essere visitati), che non sfigurarono con l'Acropoli stessa di Atene.
I Persiani, che conquistarono Babilonia e l'Egitto, crearono un nuovo impero minacciando gli stessi Greci. Una imponente armata attaccò i Greci a Maratona, ma fallì, come fallì anche il secondo tentativo di conquistare Atene, dieci anni più tardi. Questo fallimento è stata la fortuna nostra, perché nei successivi 100 anni, Atene avrebbe prodotto tali imprese culturali che molte altre nazioni non avrebbero potuto produrre in 1000 anni.
Comunque, solo 100 anni più tardi la Grecia era indebolita dalla guerra tra Atene e Sparta e fu sopraffatta dai vicini Macedoni. I Macedoni volevano conquistare l'intero mondo conosciuto! Questa grande avventura, iniziata da Re Filippo, proseguì brillantemente con il figlio, che presto sarebbe stato conosciuto come Alessandro il Grande. Egli conquistò gran parte del mondo allora conosciuto, che andava dalla Grecia, fino in Egitto ed in Persia, spingendosi fino in India, in pochissimo tempo. Passarono soltanto dieci anni dalla conquista di Atene, da parte di Filippo, fino alla morte di Alessando il Grande nel 323 A.C.
Si può dire che la cultura della antica Grecia ha dominato il mondo fino ai giorni nostri. Le loro magnifiche sculture erano fonte di ispirazione per gli scultori romani, i quali hanno accuratamente copiato i capolavori dei Greci per adornare i palazzi di Roma. L'architetture greca, con la sua grazia, potenza e bellezza, veniva considerata un ideale di simmetria artistica. I Romani hanno spesso disegnato i loro edifici pubblici prendendo come modello i templi greci ed in particolare il Partenone.
Durante il Rinascimento, gli Europei riscoprirono l'arte romana e greca. Con il tempo l'architettura di influenza greca sarebbe stata usata in molte nazioni. Oggi le colonne doriche e ioniche, di ispirazione greca, dominano moltissimi palazzi governativi sparsi nel mondo.
L'Odissea di Ulisse:
Ulisse era l'eroe greco che conquistò Troia, nascondendosi dentro il cavallo di legno, che fu poi trascinato dentro le mura dal nemico troiano.
Lo scrittore Omero raccontò le tante successive avventure di Ulisse che navigava in giro per il Mediterraneo inesplorato. Questa epica storia è intitola "L'Odissea" ed è un racconto di fantasia, ma sicuramente è stata ispirata da tanti paurosi e stravaganti racconti di marinai dell'antichità al ritorno dalle loro esplorazioni dell'allora sconosciuto Mare Mediterraneo.
Omero inventa nomi nuovi per i luoghi dei suoi racconti e per gli storici è stato un lieto passatempo sin dai tempi dell'antica Grecia e Roma, a cercare di individuare i veri luoghi descritti nell'Odissea. C'è anche sempre stata un'accesa concorrenza da varie località turistiche che rivendicavano paternità per i luoghi visitati da Ulisse.
Comunque c'è una certa concordia riguardo a vari episodi dell'Odissea che si individuano in località situate in Sicilia, nella costa sud-ovest dell'Italia ed in Sardegna. In tempi antichi si trattava per i greci, di zone inesplorate del Mediterraneo e quindi ideale per l'ambientazione di un racconto avventuroso.
A proposito di questa zona, che per i greci era il "Far West", una recente teoria di uno studiose sardo, Sergio Frau, ritiene che le Colonne di Ercole fossero situate, non nello Stretto di Gibilterra, ma più vicine: tra l'Africa e la Sicilia e che Atlantide sarebbe stato la Sardegna. Questo perché, alla fine dell'ultima era glaciale, il livello del mare era molto più basso e quindi lo Stretto molto più stretto, oltre il quale c'era l'ignoto.
Nell'Odissea di Omero, possiamo constatare che lo Stretto di Messina, con i suoi paurosi (ma innocui) vortici marini, era il luogo ideale per domiciliare i mostri marini Scilla e Cariddi. Il vulcano Etna poi, era l'ispirazione che creò la caverna di Polifemo, il gigante con l'occhio solo, che divorò parte dell'equipaggio di Ulisse.
Le isole a nord della Sicilia, le Eolie, tra cui Stromboli e Vulcano, con il sempre presente vento furono per Omero un ovvio domicilio per Eolo, il dio del vento.
Le bellissime falesie di Capri sono diventate la dimora delle sirene che cercarono di incantare l'Ulisse legato all'albero della sua barca, per sentire i loro canti.
I Campi Flegrei vicino a Napoli sono ancora zona vulcanica ed attualmente in sussidenza, che sta lentamente immergendo le rovine romane nelle onde del mare. Dove altro poteva Ulisse scendere negli inferi per parlare con i morti?
Il promontorio roccioso del Circeo, l'unico in tutta la costa a sud di Roma, ha rivelato la presenza umana fin dai tempi preistorici, con la scoperta delle ossa dell' uomo di neanderthal nelle sue caverne. Era qui che Ulisse fu ammaliato dalla bella maga Circe.
Il nostro eroe marinaio deve essersi spinto fino in Sardegna, dato che gli storici hanno individuato nella baia di Porto Pozzo a nord-est dell'isola e nelle Bocche di Bonifacio, come località dei Lestrigoni.
Ulisse, come tutti i marinai dell'antichità, non avevano le carte nautiche, né il GPS, né le immagini meteo satellitari, per guidarli nelle loro navigazioni e dovevano per forza essere dei veri esperti marinai ed avere anche una certa dose di fortuna, per districarsi tra le tante isole e scogli e poter ritornare a casa. Infatti sono tanti a non esserci riusciti ed il fondo del mare mediterraneo è disseminato con tante navi antiche e con i loro carichi di anfore e tesori.
Oggi invece il marinaio moderno può navigare in tutta sicurezza e visitare le tante meraviglie del Mediterraneo, e ripercorre le rotte faticosamente seguite dai nostri famosi eroi nell'antichità.
I Romani:
La tradizione vuole che Roma fu fondata nel 753 A.C. da Romolo e Remo, due trovatelli allevati da una lupa. In quel periodo la penisola italica era popolata a nord da selvagge tribù celtiche ed al centro da un popolo con una cultura abbastanza sviluppata, gli Etruschi.
Gli abitanti di Roma avevano grande determinazione ed erano molto legati alle loro terre ed alla loro città, che volevano forte e potente. Non avevano una predisposizione all'arte ed alla cultura come gli Ateniesi, ma una cosa era assai importante per loro: la legge. Lentamente e con tenacia i Romani hanno esteso la loro autorità da città a città, lungo la costa della penisola, formando una federazione forte, con un potente esercito per far rispettare la legge e mantenere l'ordine.
L'attività sportiva per i Romani aveva un'altra importanza rispetto ai Greci. Piuttosto che praticarla personalmente partecipando a corse e lanciando giavellotti, i Romani preferivano lasciare queste attività ai loro schiavi, lasciandoli combattere l'uno contro l'altro e contro le bestie feroci nelle arene come il Colosseo.
Ormai i Greci avevano dovuto cedere il controllo delle loro colonie che avevano nel sud dell'Italia ai Fenici, che avevano conquistato gran parte del Mediterraneo. Tuttavia, Roma ora stava crescendo e stava diventando una forza contro cui fare i conti. Ben presto si sviluppò una grande rivalità tra Roma e Cartagine. I Romani non erano un popolo marinaio ed avevano dovuto copiare le navi fenicie ed infatti costruirono molte navi per contrastare la flotta nemica. Nel 241 A.C. conquistarono la Sicilia e poi Cartagine stessa nel 146 A.C., divenendo i nuovi dominatori del mare Mediterraneo, da allora conosciuto come il "Mare Nostrum".
L'impero romano, che controllava tutte le coste del Mediterraneo, si estese fino in Inghilterra e lungo il fiume Reno in Germania e ad est fino in Ungheria, compresa la Romania, la Turchia ed il vicino oriente.
Lo splendore dell'impero romano durò alcuni secoli, fino a circa il 400 D.C. quando gli invasori, i Goti ed i Vandali, discersero dal nord, e gli Unni dall'Asia capeggiati da Attila, portando con sé terrore e devastazione. L'impero romano finì con la destituzione dell'ultimo imperatore nel 476 D.C., quando incominciò una nuova era: il Medioevo.
Storia Recente:
Da allora il Mediterraneo ha visto molti tumulti, dati dalla sete di ricchezza e di potere di alcuni capi. Molti imperi nacquero e morirono, alcuni nati dalla spada ed altri dal commercio. Le navi divennero più grandi e più adatti ad affrontare gli oceani, cosicché i lontani discendenti dei Fenici navigarono verso sempre ovest e scoprirono e conquistarono e popolarono le nuove terre delle Americhe.
La pirateria, le violenze carnali e le razzie continuarono nelle coste più isolate, fino al diciottesimo secolo. Ecco perché la Sardegna, particolarmente esposta agli attacchi via mare, non ha città lunghe le coste, tranne quelle fondate dai Fenici. Per il popolo della Sardegna, il mare era fonte di terrore. Tuttora si trovano le vecchie case di campagna costruite nei recessi delle rocce, ben nascoste dal mare.
Pisa, Genova, Ravenna e Venezia divennero le dominanti potenze marinare, accumulando molta ricchezza. Queste ricchezze si riflettono nei bellissimi edifici e nelle chiese e nei tesori artistici lì conservati. Durante il Rinascimento, l'Italia ha prodotto qualcosa come il 70% degli attuali tesori artistici di tutto il mondo!
Ad ogni modo, le provviste locali di legname cominciarono a diminuire, con l'impoverimento delle foreste. Non era più possibile mantenere o rinnovare le flotte ed il dominio dei mari quindi passò ad altre nazioni al di fuori del Mediterraneo: al Portogallo, all'Olanda ed in fine, all'Inghilterra.
Gibilterra rappresenta uno delle ultime roccaforti britanniche nel Mediterraneo, presidio a cui l'Inghilterra non vuole rinunciare. Come non rinuncia la Spagna al suo presidio, Ceuta, di fronte sulla costa marocchina. Più recentemente vediamo che la protezione del Mediterraneo è stata affidata alle forze NATO, capeggiate dagli Stati Uniti. La NATO possiede molte basi aeree e navali in questa area: Rota (Spagna), Napoli, Verona, Sigonella (in Sicilia), La Maddalena e Teulada (in Sardegna), Corfù, Malta, Turchia, Kosovo. La storia del Mediterraneo si sta ancora scrivendo: stiamo vivendo gli ultimi cambiamenti nei Balcani, in Palestina, i confini tra i paesi europei che vengono eliminati e le drammatiche migrazioni dai paesi più poveri a quelli più ricchi. Vi è ora un crescente senso di responsabilità da parte di tutti i paesi confinanti con il Mediterraneo verso questo mare. Si stanno finalmente compiendo passi concreti per la sua protezione, per mantenerlo pulito, sano e sicuro, per tutti coloro che sono abbastanza fortunati da poterlo navigare e da poterlo esplorare nelle sue molteplici meraviglie. |
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Voli per l'Elba |
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